Il 9 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato una sospensione di 90 giorni dei nuovi dazi per la maggior parte dei paesi, riducendo l’aliquota tariffaria generale al 10%.
Tuttavia, ha aumentato significativamente i dazi sulle importazioni cinesi al 125%, seguendo la strategia di concentrare le tensioni commerciali specificamente con la Cina.
Questo cambiamento di rotta ha portato a un aumento del 7% dell’indice S&P 500, sebbene i dettagli riguardanti la struttura tariffaria rivista per gli altri paesi non siano stati immediatamente chiariti.
Trump ha giustificato la sospensione citando l’interesse di oltre 75 paesi a negoziare accordi commerciali in seguito al provvedimento del 2 Aprile.
Nonostante le dichiarazioni dell’amministrazione che questa fosse una mossa calcolata per rafforzare la posizione negoziale degli Stati Uniti, le pressioni economiche crescenti, tra cui il calo dei prezzi dei titoli del Tesoro, i timori di recessione e la diminuzione della fiducia del mercato, hanno probabilmente influenzato la decisione.
Leader aziendali ed economisti avevano avvertito che le mosse precedenti dell’amministrazione rischiavano una recessione, con un rallentamento del commercio globale e della pianificazione economica. Gli analisti hanno notato segnali contrastanti da Trump riguardo ai piani di negoziazione prima di questa inversione di rotta.
Permangono dubbi sulla più ampia strategia tariffaria dell’amministrazione americana, inclusa la possibilità di nuove imposte sulle importazioni farmaceutiche e la futura permanenza dei dazi base del 10%.