Quale legge si applica a un servizio prestato a bordo di una nave da crociera che opera su itinerari internazionali?

E come devono essere strutturati i rapporti tra una società statunitense che sottoscrive il contratto e una società italiana che partecipa alla sua esecuzione?

Sono questioni tutt’altro che teoriche quando un’impresa italiana porta negli Stati Uniti non soltanto prodotti, ma anche servizi, format ed esperienze.

EXP Legal ha recentemente assistito Nonna Enterprises Inc. e Nonna Enterprises LLC, nell’ambito di un team coordinato dal partner Stefano Rossi, con il supporto del senior associate Alessandro Rossi, nella strutturazione legale e contrattuale delle attività sviluppate dal gruppo nel settore delle crociere internazionali. I profili di diritto americano, nonché le questioni di fiscalità e contabilità infragruppo, sono stati affrontati con il supporto della partner Beatrice Bianchi Fasani e dello Studio A as Accounting.

Il progetto costituisce un caso particolarmente interessante di internazionalizzazione di un format italiano: le cooking experiences sviluppate dal gruppo vengono infatti realizzate anche a bordo di navi da crociera, all’interno di una struttura che coinvolge società statunitensi e italiane e richiede di coordinare rapporti contrattuali, subcontracting, responsabilità e coperture assicurative.

L’assistenza ha interessato, in particolare, una società statunitense costituita in Florida che ha assunto il ruolo di contracting party nei rapporti con l’operatore cruise e la sister company italiana coinvolta nell’esecuzione operativa di parte dei servizi.

Il caso consente di evidenziare alcuni profili giuridici ricorrenti quando un’impresa italiana entra nella supply chain di un grande operatore internazionale.

Governing law e luogo di esecuzione della prestazione

Un primo profilo riguarda la legge applicabile.

Nei rapporti con operatori statunitensi è frequente che il contratto individui espressamente una legge statale americana quale governing law e attribuisca la competenza a un determinato foro.

Tale scelta deve tuttavia essere distinta dalla più ampia individuazione delle norme applicabili alle attività concretamente svolte.

La circostanza che il contratto sia, ad esempio, regolato dalla legge della Florida non implica necessariamente che ogni aspetto dell’operazione sia soggetto esclusivamente a tale ordinamento. Quando le prestazioni vengono eseguite a bordo di navi impiegate su itinerari internazionali possono assumere rilievo, a seconda dell’attività e delle circostanze concrete, ulteriori discipline collegate alla nave, ai porti interessati, al luogo di esecuzione della prestazione e ai soggetti materialmente coinvolti.

Occorre pertanto distinguere tra legge applicabile al rapporto contrattuale e normative che possono incidere sull’esecuzione materiale dell’attività.

Contracting party e subcontracting infragruppo

Un secondo profilo riguarda l’individuazione del soggetto che assume l’obbligazione nei confronti del cliente.

La presenza di più società appartenenti alla stessa organizzazione imprenditoriale non elimina la loro autonoma soggettività giuridica. La società statunitense che sottoscrive il contratto con il cliente e la società italiana che mette a disposizione risorse o esegue determinate attività rimangono soggetti distinti.

È quindi necessario definire con precisione la catena contrattuale.

Una possibile struttura prevede che la società statunitense operi quale general contractor nei confronti del cliente e affidi determinate prestazioni alla società italiana quale subcontractor. In tale configurazione devono essere coordinati almeno il contratto principale, il rapporto infragruppo, la fatturazione, l’impiego delle risorse e l’allocazione delle responsabilità.

Particolare attenzione deve inoltre essere prestata alle clausole del contratto principale che disciplinano o subordinano ad autorizzazione il ricorso al subcontracting.

L’appartenenza delle due società al medesimo gruppo, infatti, non rende irrilevante il rapporto contrattuale tra le stesse.

Indemnification e limitation of liability

Un ulteriore punto centrale nei contratti regolati dal diritto statunitense è rappresentato dalla disciplina dell’indemnification.

Le clausole di indemnity possono imporre al fornitore obblighi di difesa, manleva o rimborso rispetto a claims avanzati da terzi e devono essere valutate con particolare attenzione quando il servizio viene prestato in un contesto nel quale interagiscono personale del fornitore, passeggeri, equipaggio e beni dell’operatore.

L’analisi dell’indemnification non può inoltre essere separata dalla limitation of liability.

La previsione di un liability cap non significa necessariamente che qualsiasi esposizione derivante dal contratto sia ricompresa nel limite. Il contratto può prevedere carve-out per determinate categorie di responsabilità o disciplinare autonomamente gli obblighi di indemnification.

Diventa quindi essenziale verificare quali rischi siano assunti, quali siano limitati e quali rimangano eventualmente esclusi dal cap contrattuale.

Il coordinamento tra responsabilità contrattuale e coperture assicurative

La stessa logica deve essere applicata alle coperture assicurative richieste dal committente.

Nei rapporti con grandi operatori internazionali è frequente la previsione di specifici livelli di Commercial General Liability, Professional Liability/E&O o di ulteriori coperture correlate alle caratteristiche della prestazione.

La verifica non dovrebbe limitarsi all’esistenza formale della polizza o al raggiungimento del massimale richiesto.

Occorre piuttosto confrontare la copertura con la concreta allocazione del rischio prevista dal contratto: un’obbligazione contrattualmente assunta non è necessariamente coperta dalla polizza soltanto perché il contraente dispone di un’assicurazione di responsabilità civile.

Il tema diventa ancora più rilevante quando una parte delle prestazioni viene eseguita da un’altra società del gruppo. Contratto principale, subcontracting agreement e struttura assicurativa devono quindi essere letti congiuntamente.

La società americana come parte di una struttura, non come soluzione automatica

Il progetto seguito da EXP Legal evidenzia infine un principio più generale dei processi di internazionalizzazione verso gli Stati Uniti.

La costituzione di una corporation o di una LLC americana può rispondere a precise esigenze operative: contrattare direttamente con clienti statunitensi, organizzare localmente determinate attività, assumere rischi e obbligazioni negli Stati Uniti o coordinare fornitori e società estere del gruppo.

La costituzione della società, tuttavia, rappresenta soltanto il primo passaggio.

È necessario definire quale funzione la società americana debba effettivamente svolgere nella catena del valore, quali rapporti debba intrattenere con le altre società del gruppo e quale soggetto debba assumere verso il cliente le diverse responsabilità.

Il caso delle attività svolte a bordo delle navi da crociera rende particolarmente evidente questa esigenza: quando un business attraversa contemporaneamente più società e più giurisdizioni, struttura societaria, architettura contrattuale, coperture assicurative e modello operativo devono essere progettati in maniera coerente.

EXP Legal, attraverso il proprio US Desk, assiste imprese italiane e gruppi internazionali nella strutturazione societaria e contrattuale delle attività negli Stati Uniti e nella gestione dei profili legali connessi ai processi di internazionalizzazione.